Le collezioni

Arringatore

Nel museo sono attualmente visitabili solo le antiche collezioni:
al piano terra sono esposti i preziosi corredi tombali delle aristocrazie etrusche, in un periodo compreso tra gli ultimi decenni dell'VIII e il primo quarto del VI secolo a.C., periodo comunemente detto "orientalizzante", e provenienti dall'area compresa tra Populonia e Vulci.

Al primo piano è collocata la sezione della plastica etrusca, in cui, insieme alle urne e ad alcuni capolavori della scultura funeraria chiusina in pietra fetida, sono esposti tra l’altro le grandi statue in bronzo della Chimera, dell’Arringatore e della Minerva. Nella sala XVI è allestito il Medagliere mediceo-lorenese con l'esposizione di monete, etrusche, greche, romane fino alle moderne, provenienti dalle principali collezioni che nel tempo lo hanno arricchito. Sono esposti inoltre medaglioni e contorniati romano-imperiali, e i solidi tardo-imperiali del Tesoretto di Sovana. Alcune vetrine sono occupate, in esposizione temporanea, dalla sezione glittica con i cammei e gli intagli romani e rinascimentali delle collezioni mediceo-lorenesi.

Al secondo piano sono esposti la collezione della ceramica attica figurata (si segnala il grande cratere a figure nere denominato Vaso François, decorato con soggetti mitologici distribuiti su più registri dal ceramografo Kleitias), una selezione dei grandi e piccoli bronzi greci, romani e rinascimentali, tra cui il Torso di Livorno, la testa di cavallo Medici Riccardi e l’Idolino di Pesaro, due kouroi greci arcaici in marmo e la situla etrusca di argento dorato di Plikasna.

E' stato riaperto al pubblico il giardino del museo, dove è possibile tra l’altro visitare la ricostruzione della Tomba Inghirami di Volterra, che conserva all’interno le urne di alabastro che vi furono deposte nell’antichità. 

Minerva

Se le sezioni sopra descritte mantengono il vecchio ordinamento tipologico, le sale del Museo Egizio sono state in gran parte rinnovate: alla vecchia sistemazione ideata dallo Schiaparelli si sta gradualmente sostituendo il nuovo allestimento, ordinato cronologicamente e per quanto è possibile topograficamente. Le collezioni, che contano oltre quattordicimila reperti, distribuiti in nove sale e nei magazzini, comprendono materiali che vanno dalla preistoria all’epoca copta, con notevoli raccolte di stele, vasi, ushabti, amuleti e bronzetti. 

Tra gli oggetti più interessanti si segnalano alcune statue dell’epoca di Amenofis III, un carro da guerra della XVIII dinastia, un pilastro della tomba di Seti I, un calice di fayence a bocca quadrata, il corredo della nutrice della figlia del faraone Taharqa, un ritratto di donna del Fayum, la collezione di stoffe dell’epoca copta, nonché un’importante raccolta di calchi in gesso della fine dell’ottocento. 

Mentre sono in corso i lavori di ristrutturazione della parte del Palazzo degli Innocenti acquisita dal Minto, che sarà adibita a sede espositiva, è in corso anche la progettazione del nuovo allestimento del museo, in cui si spera di coinvolgere le forze culturali, economiche e politiche della città per salvare dal degrado e dall’indifferenza un pezzo così significativo della storia di Firenze.